Bajar la contribución patronal atenúa la baja del empleo

abril 28, 2014 · Imprimir este artículo

Bajar la contribución patronal atenúa la baja del empleo.
Por Juan Carlos de Pablo.

La preocupación por el nivel de empleo, así como la pretensión de reducir la informalidad laboral, llevó al Poder Ejecutivo a propiciar la aprobación de una ley para disminuir la contribución patronal, que se abona como proporción de los salarios pagados en el sector formal de la economía. ¿Cuáles pueden ser los efectos, en las actuales circunstancias políticas y económicas?

Al respecto entrevisté al italiano Ezio Tarantelli (1941-1985), profesor de economía laboral en la Universidad Católica de Milán, en la de Roma y en la de Florencia. Fue asesinado por las Brigadas Rojas (el hecho inspiró una película). «Por una nota que dejaron junto a su cuerpo, vinculando el asesinato con el MIT, siempre me pregunté si también no me buscaban a mí», afirmó Franco Modigliani. También murieron asesinados Wabel Abdallah, Richard Cantillon, Ernest Lluchi Martin, Enrique Low Murtra, Rosa Luxemburgo, Alexandros Petersen, Walter Rathenau, Pellegrino Luigi Edoardo Rossi, Korekiyo Takahashi y Stefan Valavanis Vail.

-Economía laboral es un campo de estudio donde coexisten múltiples enfoques, en buena medida complementarios.

-En efecto. En su versión moderna nació dentro de la perspectiva institucionalista, desde mediados del siglo XX fue replanteada en base al enfoque neoclásico, en las últimas décadas el empleo y el desempleo, las remuneraciones y las condiciones laborales, también fueron explicados teniendo en cuenta las fricciones, el costo de reentrenar al personal, la segmentación del mercado laboral, la globalización, etc.

-El proyecto de ley reduce lo que los empleadores tienen que pagar sobre los salarios que abonan, reducción que tanto en duración como en intensidad depende de manera inversa del tamaño de las empresas. ¿Qué porción de la economía laboral inspira la iniciativa?

-El enfoque neoclásico, según el cual en el sector privado la demanda de servicios laborales depende de la demanda de bienes, y del costo relativo de producirlos con más o menos máquinas y mano de obra; y según el cual el salario nominal depende del precio al cual se vende el bien al cual se incorporan los servicios laborales, y de la productividad física del trabajo.

-De acuerdo a este enfoque, ¿qué cabe esperar?

Si en 2014 la economía argentina se encuentra en etapa recesiva, cabe esperar que la demanda de trabajo disminuya. Lo cual implica que se eliminan las horas extras, no se renuevan los contratos de trabajo temporario, hay suspensiones y finalmente despidos (despedir es lo último que hace un empleador, por razones humanas, pero también porque pierde lo que gastó en la capacitación específica de sus asalariados).

-¿Para qué la ley, entonces?

-Para intentar que la menor demanda laboral derivada de la recesión, pueda ser compensada por la reducción del costo laboral, afectando el financiamiento de la seguridad social, pero no el salario de bolsillo. Para los empresarios, capital y trabajo son complementarios: «Sólo necesito más operarios si tengo más máquinas». El enfoque neoclásico dice que en el largo plazo el grado de mecanización de una planta depende de cuánto cuestan los servicios del capital y del trabajo.

-La reducción de la contribución patronal también busca blanquear parte de la informalidad laboral.

-Al respecto, en la Argentina 2014 vuelve a plantearse la cuestión que Guillermo Antonio Roberto Calvo llamó reformas increíbles. Según este principio, la misma medida de política económica puede generar resultados diferentes, según la población le crea o no al gobierno. Reducir las contribuciones patronales se parece al blanqueo de capitales lanzado en 2013, que, a pesar de sucesivas prórrogas, dio resultados ínfimos, por un problema de falta de credibilidad. ¿Seguro que no habrá represalias para quienes incorporen parte de sus asalariados al sector formal de la economía?

-Pero entonces, ¿el esfuerzo es inútil?

-Con probar no se pierde nada, sólo que en las actuales condiciones no hay que generar grandes expectativas. Ojalá nos sorprendamos gratamente

-Don Ezio, muchas gracias..

Fuente: La Nación, 27/04/14.

Ezio Tarantelli

Ezio Tarantelli (Roma, 11 agosto 1941 – Roma, 27 marzo 1985) è stato un economista italiano, ucciso dalle Brigate Rosse in seguito ad un attentato.

Carriera

Laureatosi nel 1965 presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Roma, dove suo correlatore fu Federico Caffè. Frequentò, successivamente, corsi avanzati di economia e di metodi quantitativi presso l’Università di Cambridge, nel Regno Unito, e presso il MIT, Massachusetts Institute of Technology. Al MIT studiò con alcuni dei più importanti economisti, tra i quali Robert Solow e Franco Modigliani. Con quest’ultimo, in particolare, avviò una fruttuosa collaborazione scientitica che li portò a scrivere insieme diversi saggi ed articoli. Negli Stati Uniti, conobbe la sua compagna di vita e futura moglie, Carole Beebe Tarantelli.

Nel 1966 entrò come funzionario al servizio studi della Banca d’Italia, fino ad assumerne la direzione dal 1970 al 1973.

Dopo aver insegnato economia del lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano, divenne assistente ordinario di Politica Economica e Finanziaria presso la facoltà di Economia e Commercio di Roma e, nel 1976, professore ordinario di Politica Economica della Facoltà di Scienze Politiche «Cesare Alfieri» di Firenze e, successivamente, professore ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università «La Sapienza» di Roma. Fu anche docente di econometria alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università LUISS di Roma.

Tenne corsi di relazioni industriali al MIT, al Dipartimento di Economia dell’Università della California e all’Istituto universitario europeo di Firenze. Nel 1981 fondò l’Istituto di studi ed economia del lavoro, associato alla CISL, diventandone Presidente e fu uno stretto collaboratore dell’allora Segretario Generale della CISL, Pierre Carniti.

L’attentato

Il 27 marzo 1985, al termine di una lezione alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università La Sapienza di Roma, due brigatisti agiscono con una mitraglietta contro il professore, nel parcheggio dell’ateneo.[2] L’assassinio fu rivendicato dalla formazione delle Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente con un documento di settanta pagine lasciato sulla sua auto, nel quale Tarantelli venne attaccato per il suo ruolo di consulente CISL nell’accordo tra governo e sindacati sul taglio degli scatti di scala mobile — il sistema di indicizzazione della crescita dei salari attuato in Italia nei primi anni ottanta. Tale taglio dei punti di contingenza si proponeva come deterrente dell’inflazione, e prese forma nel cosiddetto decreto di San Valentino, firmato dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi il 14 febbraio del 1984. Secondo l’analisi di Tarantelli, i salari non avrebbero dovuto inseguire la crescita dei prezzi al consumo ma piuttosto determinarsi a priori, in un confronto tra parti sociali e governo che tenesse conto delle condizioni reali del mercato, fornendo un segnale chiaro sulla loro crescita in un determinato periodo di tempo e finendo per contribuire in modo determinante a ridurre l’attesa di inflazione. Per tanto le Brigate Rosse avevano iniziato già da un anno un’inchiesta interna sulle attività ed i movimenti di Tarantelli.

I processi accertarono che ad uccidere il professore furono Antonino Fosso (assolto in primo grado e condannato poi all’ergastolo)[3] ed un’altra persona tuttora senza nome; Barbara Balzerani, come capo della colonna romana della BR che diede vita alle operazioni, fu condannata a due anni di carcere per «apologia di reato».[4] La mitraglietta Skorpion che venne usata per l’omicidio fu poi rinvenuta, nel 1988, in un covo delle Brigate Rosse, in via Dogali a Milano. Gli esami balistici svelarono che con quella stessa arma si agì anche contro l’ex sindaco di Firenze Lando Conti, nel 1986, e contro il senatore democristiano Roberto Ruffilli, nel 1988; inoltre, contro i due giovani militanti missini Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, assassinati il 7 gennaio 1978 nella cosiddetta Strage di Acca Larentia.[5]

La memoria

A Tarantelli è oggi intitolata l’aula magna della Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza, una casa dello studente a Roma e la biblioteca della Facoltà di Economia dell’Università della Calabria. Egli è inoltre ricordato da un monumento a forma circolare posto nel luogo dell’assassinio, nel cortile della Facoltà.

Il figlio Luca, appena tredicenne quando il padre fu assassinato, si è assiduamente dedicato a ricostruire la figura sia privata che pubblica del padre. Ha dedicato al padre un documentario e un volume, sviluppando una originale tecnica storiografica di ricostruzione della memoria e che ha trovato esponenti in altri figli di vittime del terrorismo come Mario Calabresi e Benedetta Tobagi.[6]

Note

1. Professore ordinario di Politica Economica alla Facoltà di Economia della Sapienza Università di Roma, testimonianza riportata su Dalla parte dei lavoratori a cura di Ester Crea.

2. Quella mattina del 27 marzo 1985 una mitraglietta…, 4 aprile 2003 su Il Corriere della Sera

3. Tarantelli ergastolo a Fosso, 12 giugno 1993 su La Repubblica

4. Il mio papà Ezio Tarantelli, 26 marzo 2010 su La Stampa

5. Quella Skorpion di Jimmy Fontana, 8 gennaio 2008 su Il Corriere della Sera

6. Luca Tarantelli, Il sogno che uccise mio padre. Storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti, Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi, Rizzoli, Milano, 2013.

Bibliografia

Opere di Ezio Tarantelli

E. Tarantelli, Salario e crisi economica, Savelli, Roma, 1976.

E. Tarantelli, Il ruolo economico del sindacato. Il caso italiano, Laterza, Roma-Bari, 1978.

E. Tarantelli, Economia politica del lavoro, Utet, Torino, 1986.

E. Tarantelli, L’utopia dei deboli è la paura dei forti: saggi, relazioni e altri scritti accademici, FrancoAngeli, Milano, 1988.

E. Tarantelli, La forza delle idee. Scritti di economia e politica, Laterza, Roma-Bari, 1995.

E. Tarantelli, Lo scudo dei disoccupati. Una proposta per il lavoro in Europa, Edizioni Lavoro, Roma, 2010.

Opere su Ezio Tarantelli

Acocella, N. e Ciccarone, G., «Il sindacato da Tarantelli ai modelli microfondati: rappresentanza o ruolo istituzionale?», in: Frey, L. (a cura di), Disoccupazione e strategie per l’occupazione in Europa, ‘Quaderni di economia del lavoro’, n. 52, Franco Angeli, Milano, 1995.

Acocella, N. e Leoni, R. (a cura di), Social pacts, employment and growth: A reappraisal of Ezio Tarantelli’s thought, Physica-Verlag, 2007.

Tarantelli, L. Il sogno che uccise mio padre. Storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti, Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi, Rizzoli, Milano, 2013.

Fuente: Wikipedia, 2014.

Ezio Tarantelli

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